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Intelligenza artificiale e lavoro: formazione e responsabilità nel decreto 179/2026

L’approfondimento dell’Osservatorio AI di UniEticPmi offre una lettura delle nuove disposizioni per imprese, professionisti, lavoratori ed enti di formazione.

L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle organizzazioni richiede competenze adeguate e una chiara definizione delle responsabilità. Il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 ottobre e con entrata in vigore prevista per il 23 ottobre 2026, interviene su questi aspetti, adeguando la normativa nazionale all’AI Act e introducendo disposizioni dedicate alla formazione, alle professioni e al lavoro. Consulta il riferimento normativo ufficiale.

Nell’approfondimento “Intelligenza artificiale, formazione e lavoro: le novità del decreto legislativo n. 179/2026”, l’Osservatorio AI di UniEticPmi esamina le principali ricadute del provvedimento. La lettura mette in relazione lo sviluppo delle competenze con la tutela delle persone e con le responsabilità delle organizzazioni che utilizzano sistemi di IA.

La formazione accompagna l’adozione dell’intelligenza artificiale

Il decreto dedica attenzione alla formazione lungo diverse fasi della vita e della carriera.

Le istituzioni scolastiche potranno promuovere attività sull’uso consapevole dell’IA e percorsi per rafforzare le competenze scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche, matematiche e artistiche. Per gli adulti, viene valorizzato il ruolo dei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA), anche attraverso percorsi che sostengano l’inserimento e il reinserimento nel mercato del lavoro.

Come evidenzia l’Osservatorio, le collaborazioni previste con strutture formative accreditate, soggetti pubblici e privati possono favorire il raccordo tra alfabetizzazione sull’IA e bisogni professionali.

Per le professioni, l’articolo 47 prevede che i corsi iniziali e continuativi svolti dagli ordini includano percorsi sull’intelligenza artificiale. I contenuti dovranno affrontare aspetti tecnici, giuridici e deontologici: comprendere gli strumenti, conoscerne i limiti e assumere decisioni consapevoli sul loro impiego.

Gli organismi competenti dovranno adeguare i regolamenti entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto. Le disposizioni riguardano anche i percorsi promossi dalle forme aggregative delle associazioni delle professioni non regolamentate, quando l’uso dell’IA sia rilevante per l’attività professionale.

Le decisioni sul lavoro richiedono un intervento umano effettivo

Un passaggio centrale dell’approfondimento dell’Osservatorio riguarda l’articolo 41.

Le decisioni finali sulla costituzione, modifica o risoluzione del rapporto di lavoro, comprese le valutazioni delle prestazioni e i provvedimenti disciplinari, non possono basarsi esclusivamente su un trattamento automatizzato. La decisione definitiva deve essere affidata a una persona che eserciti un potere effettivo e autonomo.

Il decreto distingue da queste decisioni le attività di ricerca e selezione delle candidature. Prevede inoltre la nullità delle decisioni adottate in violazione del divieto, incluso il licenziamento.

Per imprese e responsabili delle risorse umane, queste disposizioni richiamano l’attenzione sull’organizzazione dei processi: chi valuta i risultati prodotti dai sistemi, chi può intervenire e chi assume la decisione finale.

La trasparenza completa questo quadro. Il lavoratore può richiedere, mediante l’intervento di una persona, una motivazione comprensibile della decisione che lo riguarda, con indicazione dell’incidenza dell’IA e dei principali parametri considerati.

Sicurezza e servizi per il lavoro

L’utilizzo dell’IA deve essere considerato anche nella valutazione dei rischi quando incide sull’organizzazione del lavoro, sui ritmi produttivi, sulle modalità della prestazione o sui processi rilevanti per la sicurezza.

L’articolo 42 prevede che i lavoratori ricevano informazione e formazione sui rischi specifici e sulle misure di prevenzione e protezione adottate.

Nei servizi per il lavoro, invece, l’IA potrà supportare orientamento, incontro tra domanda e offerta, individuazione delle competenze e inserimento lavorativo. Il suo impiego dovrà garantire supervisione umana, trasparenza e tutela dei diritti.

Il contributo di UniEticPmi e dell’Osservatorio AI

Per UniEticPmi, il confronto su queste disposizioni si inserisce nel dialogo tra imprese, formazione, ricerca e professionisti. Comprendere il decreto permette di individuare esigenze formative e questioni organizzative da approfondire prima di introdurre nuovi strumenti nei processi di lavoro.

L’Osservatorio AI accompagnerà questo percorso con contenuti dedicati ai singoli articoli e alle loro ricadute concrete, offrendo elementi di lettura ai diversi destinatari.

Leggi l’approfondimento dell’Osservatorio AI e consulta il testo integrale del decreto.

Visita il sito dell’Osservatorio AI 

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