Sostenibilità in Italia imprese green e consumatori esigenti

Sostenibilità in Italia: imprese green e consumatori esigenti

A ottobre 2025 è stata presentata la ricerca Ipsos Rilanciare la responsabilità d'impresa attraverso la concretezza che approfondisce come le imprese italiane stanno reagendo rispetto al tema della sostenibilità ma anche quali sono le crescenti aspettative dei consumatori.

 

Dal "Green Core" alla transizione reale


I dati Ipsos fotografano un tessuto produttivo in evoluzione:

15% "green core", cioè quelle aziende che investono in modo significativo su pratiche di sostenibilità e certificazioni ambientali 
35% "green non core", le realtà che hanno già ridotto impatti (efficienza energetica, supply chain green) e pianificano ampliamenti.

Si tratta di un buon 50% delle imprese italiane che ha avviato percorsi green. Questi numeri si sposano perfettamente con l'ESG Outlook 2025, l’osservatorio annuale sulla sostenibilità di CRIF, che registra come ne 2024 il 70% delle grandi imprese si collochi nelle classi "Alto" o "Molto Alto" per rating ESG, con un balzo di 24 punti percentuali rispetto al 2024; di conseguenza, il 76% dei finanziamenti fluisce proprio alle più virtuose.

 

GreenItaly 2025: la sostenibilità come motore di crescita italiana


Anche il Rapporto GreenItaly 2025, a Unioncamere da Fondazione Symbola, Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne (patrocinio MASE), è un ritratto vivido dell'economia verde italiana. 

Tra il 2019 e 2024, il rapporto evidenzia che 578.450 imprese extra-agricole (38,7% del totale) hanno investito in eco-innovazioni, generando 3,3 milioni di green jobs (13,8% occupati) e confermando l'Italia leader UE in economia circolare con il 92,6% di aziende impegnate nel riciclo e nell’uso efficiente delle materie prime.

Secondo le stime, insomma, le imprese green performano meglio, con:
un incremento della produttività brevettuale
un minore impatto delle crisi (economiche, energetiche, geopolitiche) sulle imprese: quelle green con investimenti in efficienza energetica, rinnovabili e circolarità resistono infatti meglio, mostrando minore calo di fatturato e occupazione durante shock come inflazione o crisi energetiche
una competitività net-zero, ovvero la capacità di competere mantenendo emissioni nette zero grazie a strategie che riducono le emissioni.

 

Cosa scelgono i consumatori: trasparenza e coerenza 


Gli italiani premiano responsabilità, ma sanzionano incoerenze. Sempre IPSOS attesta che:

  • il 64% dei consumatori approva aziende che si espongono su temi sociali
  • il 52% boicotta marchi con valori non condivisi
  • il 47% ha già smesso di acquistare da aziende ritenute “incoerenti”.

La popolazione italiana, insomma, esige maggior trasparenza, coerenza e impegno ESG. Questi dati non possono essere ignorati e devono fungere da stimolo per la rivoluzione sostenibile delle aziende.

 

La formazione innovativa che ti prepara alle sfide aziendali green


In un panorama dove la sostenibilità non è più un optional ma un imperativo competitivo,  con il 50% delle imprese italiane già partecipi del cambiamento green e consumatori sempre più esigenti, formarsi è la mossa vincente per diventarte parte attiva di questo cambiamento economico e culturale. 

Il Master universitario di I livello in Sustainability Management, è progettato proprio per creare competenze da tradurre in risultati concreti, grazie a un programma basato su economia civile, ESG governance e ecologia integrale e con project work e stage per mettere in pratica quanto appreso in contesti reali.

 

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